|
DI RITORNO DAI LUOGHI DI GIORGIO LA PIRA
Di seguito alcune righe che raccontano l'esperienza organizzata dal settore adulti.
(Nella sezione DOWNLOADS è possibile scaricare la versione PDF. Sono presenti elementi anche nella sezione FOTO.)
In cinquanta abbiamo partecipato al viaggio formativo dell’Azione Cattolica diocesana a Firenze, per conoscere quello straordinario personaggio che fu Giorgio La Pira, ad oltre trent’anni dalla morte.
Nei due giorni di viaggio abbiamo visitato i luoghi dove La Pira ha vissuto (Convento di S. Marco), ha agito come Sindaco (Palazzo Vecchio), i luoghi da lui voluti, come la Chiesa dell’Autostrada, i luoghi in cui ha fatto nascere gesti di carità (Messa di San Procolo alla Badia Fiorentina), gesti che ancora oggi continuano, perché “i poveri li avrete sempre con voi”.
A Firenze, città universale per le sue bellezze, siamo stati accolti dagli amici dell’A.C. fiorentina, bellissimo esempio di amicizia cristiana e associativa.
L’esperienza ha intrecciato due significati fondamentali, che siamo andati pian piano scoprendo: il significato religioso e quello civile, dimensioni che convivono, sia nelle pietre della città, sia nelle persone che li rendono vivi e ne svelano il mistero.
Il percorso ci ha condotti agli “spazi sacri”, tanti e diversi per forma ed età: il Battistero, il Duomo, la Basilica di Santa Croce, la chiesa dell’Autostrada del Sole, ma uniti dal comune intento di portare l’uomo all’incontro con Dio. Aiutati da Elena Camminati, abbiamo percorso fisicamente questi spazi, lasciando che essi catturassero e parlassero ai sensi e al cuore. Ci vuole un certo cammino lungo la navata, metafora del cammino della vita, per giungere all’altare dove lo spazio si apre verso l’alto: il cielo, l’azzurro, l’ottavo giorno, l’incontro con Dio. Terra e cielo, orizzontale e verticale, le due dimensioni della vita, i due bracci della croce di Gesù.
In Santa Croce le pietre-sepolcro dei grandi italiani: il percorso si fa gratitudine e memoria, ma anche stimolo per una cittadinanza attiva.
Dalle pietre materiali alla “pietra viva” di Giorgio La Pira.
A parlarci di lui, nella Sala delle Miniature di Palazzo Vecchio, è stato Giulio Conticelli, vice-presidente dell’omonima Fondazione, che ci ha presentato il La Pira politico. Ben prima di diventare sindaco di Firenze, nel ’51, il giovane professore universitario, che aveva scelto Firenze come “sua” città, di fronte ai tristi esiti delle leggi del 1938, inizia la sua riflessione sui temi della libertà, della sacralità della persona, delle guerre ingiuste. Attraverso uno studio innovativo del tomismo, si fanno chiari in lui quei principi che costituiscono la struttura della Costituzione del nostro Paese, principi che, senza ombra di dubbio, possiamo riconoscere radicati nella cultura cristiano-cattolica.
Nel Salone dei Cinquecento, poi, si è data voce al La Pira profeta di pace, uomo dal linguaggio limpido, pervaso da un amore concreto per le città che hanno una vita, un volto, un’anima e un destino e che nessuno ha il diritto di distruggere.
Grazie alla testimonianza di Giovanna Carocci, dell’A.C. di Firenze, abbiamo compreso che quelle parole si accompagnavano ad una intensa vita di ascolto dei bisogni della gente, soprattutto dei poveri, per i quali La Pira istituì, dal 1938, la Messa del povero, che continua ogni domenica e che anche noi abbiamo vissuto, accompagnati da don Riccardo Lisoni, con molta emozione, quando alla fine della celebrazione è stato distribuito il pane ai tanti poveri presenti.
Il gruppo si è infine spostato al Convento di San Marco, che per tanti anni ha dato casa, nella cella n.3, a Giorgio La Pira. Qui ci siamo fermati a contemplare gli affreschi del Beato Angelico, primo fra tutti la grande Annunciazione. Non si può capire Giorgio La Pira, libero apostolo del Vangelo, se non si medita l’Annunciazione!
Silvana Bisotti
|